Il successo commerciale del Fantasy è in declino e ciò forse è un bene (ma mi manca la preveggenza per dirlo con certezza),
ma mentre ancora quest’anno alcuni editori di stazza, non rinunciano a pubblicare la solita trilogia scritta dal solito ragazzino
(raschiando il fondo del barile), i virgulti di un iniziale movimento Fantasy autoctono, capace di veicolare immaginario e identità
nostrane, con qualità, bravura, inventiva e (sarebbe banale dirlo, ma dati i tempi) originalità cominciano a rispondere all’appello.

Uno di questi – uno dei migliori fra questi – è La corsa selvatica, romanzo scritto dall’ottimo Riccardo Coltri, già co-fondatore di
FantasyMagazine.it, la maggiore testata specialistica del settore e autore di altre opere, fra cui Zeferina , capace di dispiegare
un mondo fantastico e oscuro a un tempo con uno stile invidiabile e (Alas!) senso del ritmo.
Purtroppo l’editore che ha dato fiducia a questo nostro alfiere del Fantastico nazionale non dispone di grandi mezzi telematici e di
marketing. Inoltre Coltri non scrive storie per signorine, oh no! E quindi quello che potrebbe essere un potenziale successo all’estero,
da noi rischia di passare quasi inosservato e immeritatamente!
Fra i pochi a sapere dissodare il duro terreno della cultura immaginativa italiana con maestria, questo autore sta generosamente dando
molto alla ventura, auspicabile, nascita di un maturo, esportabile, virtuosamente di successo, Fantasy Italiano (o MedFantasy volendo)